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De Sade ne fa 200. Ovvero: il sesso è ancora un tabù

Il Marchese De Sade compie 200 anni. Il lieto evento accadrà il 2 dicembre prossimo, auguri. Con competente autorevolezza le fonti (in questo caso, Rai News) ci avvisano che da oggi, al Museo delle Lettere e dei Manoscritti di Parigi, sarà esposto il manoscritto originale delle 120 giornate di Sodoma. Una sorta di lungo rotolo di carta igienica, lordata dalle perversioni del “Divin Marchese”, che ha compilato il suo romanzo più celebre e terribile tra le sbarre della Bastiglia. Era accusato di sodomia e di avvelenamento. Quelli di Rai News, con devoto pudore, ci avvisano che “da De Sade hanno avuto origine i termini ‘sadismo’ e ‘sadico’, per gli argomenti trattati nei suoi romanzi”, ma chi vogliosamente sfogliasse i suoi romanzi ne rimarrebbe deluso. Le mefistofeliche scene di ingroppamenti e violenze carnali, infatti, sono lo spunto per vigorose catabasi filosofiche. In cui De Sade, un po’ come Nietsche, spezza la schiena ai filosofi con il tutù: ciò che conta, in questa vita vana, è l’individuo sovrano, la volontà di potenza, la potenza sessuale. Al di là del corpo – ribadito con furibonda furia – è niente: l’uomo è carnale e malvagio, percorrere la via dell’eros significa sprofondare nel nulla, nel dissolvimento. Scrittore corroborante, molto citato e molto poco letto, ci insegna che gli scrittori sono tali purché s’impegnino in imprese colossali, votate al fallimento. Per primo, soprattutto, ci insegna che il sesso (e il suo analogo, Dio) è il tema dominante della letteratura. Ma in era di YouPorn (in cui il corpo è rapido sfogo e non materia intellettuale, maceria di pensiero) i nostri scrittori si svelano pudichi, come chi cancella le vergogne del Giudizio Universale con le foglie di fico. Non così un autore torbido e inquieto – perciò dimenticato – come Giorgio Saviane, che ne Il papa, ad esempio, mostra come il corpo sia il cardine di qualsiasi riflessione sul cristianesimo. I romanzi ombrosi e mirabili di Saviane, un tempo in catalogo Rizzoli, Rusconi e Mondadori, risorgeranno presso l’editore Guaraldi in novembre. Tornando a Sade. Uno dei testi più importanti intorno alla sua opera lo ha scritto Georges Bataille ne La letteratura e il male. Tra i più dirompenti, solitari e feroci autori francesi del Novecento, Bataille intride la sua opera di eros e di riflessione filosofica. Due dei suoi testi più importanti, Critica dell’occhio e L’impossibile, che portano alle estreme conseguenze moderne le tesi del fatal Marchese, sono approdati in Italia, per la prima volta, quarant’anni fa nel catalogo Guaraldi, in edizioni di lusso.

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