Da miscredente professo qual’era, Maurizio Balena ha visto esaudita la sua preghiera: morire di un colpo mentre mangiava con gli amici.
Ora sono io a temere la sua violenta e sacrosanta arringa contro i mangiaostie a tradimento come me, che sta concionando presso il Tribunale supremo.
Confido che il giusto Giudice vorrà usarmi, a tempo debito, quanto meno le attenuanti generiche di un’amicizia che dura dall’adolescenza, quando scalavamo insieme il Maioletto in cerca del tesoro nascosto sotto le rovine del castello distrutto dal Diavolo; e sulla via del ritorno al grido emulo di quello del signorotto malatestiano: “Satana ti sfido!”, arrivò all’improvviso un temporale che ci fece battere tutti i record di ritirata strategica in mezzo alle pecore al pascolo. O ancora quando – forzata la botola di ferro che stava dietro la fontanina a ridosso del bar di fronte a Castel Sismondo (ma un tempo interna alle mura) tentammo l’esplorazione dei famosi sotterranei di fuga dei castellani verso la collina di Covignano, muniti di torce e rotoli di spago per non perderci nelle diramazioni.
Anche quella occasione si concluse con una fuga precipitosa!
Tutta la nostra vita è stata in qualche modo una fuga. Io prima verso, poi da, un improbabile marxismo; lui da e verso un mercato antiquario internazionale sempre più borderline fra spregiudicata competenza e rischio di galera, in odio al fariseismo dei critici e dei mercanti d’arte, il suo famigerato anarchismo.
Il giusto Giudice sorriderà sotto i baffi (ammesso che abbia i baffi) scorrendo le sentenze dei suoi umani concorrenti. Senza
neppure buttare un occhio al pur bel libro di Pulini (che mi rammarico di non aver pubblicato io ) lo manderà assolto con formula piena.
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Costretto a casa da un doloroso herpes zoster allo sciatico (S.Antonio mi punisce …) perdo tempo navigando fra i miei sogni frantumati: Google Play e Amazon. Dai sogni alla realtà nuda e cruda, ecco i libri promossi e più venduti su Google:
101 barzellette
50 consigli sexy per lui e per lei
Amici di letto
Call me baby
Hotter Hot
Il ritorno del Principe
L’educazione di Angelica
Le fantasie di un Miliardario
Io +te: desideri di un miliardario
Cimiteri: fatti realmente accaduti
La morte è soltanto il principio
Selezione Harmony
Sua anima e corpo
Schiavazzami
Non dirmi un’altra bugia
Arde la notte
Le streghe di Salem
Le città della perversione
Il prezzo della passione
Passione pericolosa
E via di questo passo…
La famosa autrice Gina L. Maxwell (?) si definisce una drogata di romanzi rosa che non ha nessuna intenzione di “disintossicarsi”. Da ben 11 giorni nella top 100 di Amazon ci imbattiamo nella notissima Rhoma G., autrice di L’uragano dentro di me, titolo che lascia incerto il lettore: si tratterà di una dolorosa indagine sul meteorismo dell’autrice o dei suoi sommovimenti vaginali?
Colpo di fulmine da Harrods, Fredda dentro e – udite udite – L’arpeggio del cuore sono i titoli che Amazon garantisce essere stati acquistati dagli stessi lettori del suddetto Uragano. Ricordano un celeberrimo testo goliardico degli anni ’50 dedicato alle flatulenze in formato musicale: “Chi mi frena?”, “Una voce poco fa” , “Si leva un fil di fumo”…
Interessanti soprattutto le copertine di questi best-seller: coppie abbarbicate come l’edera, sguardi languidi, trucidi, lubrichi; bocche socchiuse in gemiti inespressi di improbabili piaceri . Un kitch che sarebbe sublime se non fosse un deja-vu degli anni ’50, un revival dei celebri fotoromanzi per servette, riapparsi in versione digitale, un deja-web.
Possibile che ciò che residua dei lettori ami questa paccottiglia melensa che si direbbe incapace di eccitare un recluso in crisi di astinenza forzata di piaceri erotici? Si direbbe proprio di sì, i numeri non mentono. Inutile meravigliarsi se “Il libro dei miei sogni” di Federico Fellini, in tre lingue, non è entrato nelle top ten, e neanche nella top hundred, e nemmeno nella top thousand… Ma chi vogliamo prendere in giro? Ha venduto sì e no 20 copie.
Che piaccia o no, questa è la realtà degli eBook appena un decennio dopo le patetiche battaglie libertarie di inizio secolo.
Mario Guaraldi
@diconodioggi
Quanto pop c’è nella vostra vita? È la domanda che la Galleria Civica d’Arte Moderna – Gam di Torino sta rivolgendo in questi giorni al pubblico, invitando a mandare foto sui social (soprattutto Instagram e Twitter) con l’hashtag #Followthepop.
L’occasione è la mostra Opera prima (a cura di Danilo Eccher, fino al 25 gennaio 2015), dedicata all’artista pop americano Roy Lichtenstein (1923–1997), celebre per i suoi dipinti che simulano, in pittura, le tecniche di stampa dei fumetti e delle immagini pubblicitarie.
La mostra presenta disegni, grandi dipinti e foto dell’artista al lavoro, in cerca delle prime idee che hanno ispirato i capolavori di un maestro che ha saputo trasformare l’attualità in un linguaggio ironico e attraente.
Oltre alle attività con il pubblico in sede, Gam promuove una partecipazione diffusa: la domanda “Quanto pop c’è nella vostra vita?” invita a passare in rassegna gli scaffali, gli armadi, le pareti di casa, in cerca di cose che richiamino il concetto pervasivo di pop. Sportelli del frigo costellati di magneti con la faccia di Mao, riproduzioni di Warhol, souvenir, scatole di cibi in miniatura, scarpe e calzini a pois, e poi cataloghi di mostre, libri di plastica…
La pagina social del museo si è riempita, a ondate, di messaggi illustrati, con picchi nel fine settimana e il 27 ottobre, giorno della nascita di Lichtenstein.
#Followthepop collega mostra, museo e pubblico, coinvolgendo attivamente le persone: tutti siamo curiosi di vedere se la nostra foto compare, quanto rimane nella prima pagina, quanto è pop rispetto alle altre. Un esempio ben progettato di partecipazione, #Followthepop, che s’inserisce in un fenomeno inarrestabile di rinnovamento del rapporto dei musei col pubblico, non solo quello in sala, ma anche quello lontano e desideroso di partecipare.
Sul tema del rinnovamento, segnaliamo l’e-book Comunicare la cultura on line: una guida pratica per i musei, un vero e proprio manuale per la «progettazione di siti web, content management, social media e analisi dei risultati», in cui i singoli strumenti sono presentati secondo gli obiettivi che il museo si prefigge.
Autore dell’e-book è l’attivissimo gruppo #svegliamuseo, fondato nel 2013 con lo scopo di creare un effetto rete fra i musei italiani. Un effetto tanto più necessario, visto che i musei non sfuggono, ormai, neanche al giudizio su portali come TripAdvisor.
Non solo ristoranti e alberghi, infatti, ma anche siti archeologici, palazzi storici, gallerie sono valutati dagli utenti con stelline e giudizi. E se qualche dubbio circola sulla veridicità dei commenti sulle strutture recettive, quelli sui musei sono sinceri – spiega Nicolette Mandarano, l’autrice de Il marketing culturale nell’era del web 2.0. Come la comunità virtuale valuta i musei (Guaraldi editore). Incuriosita dalle migliaia di commenti lasciati dai turisti sui portali di recensione, Mandarano li ha analizzati e classificati in tabelle da cui i musei possono trarre indicazioni preziose.
Fra i commenti non si trovano mai stroncature a priori, solo descrizioni circostanziate dei punti critici della visita, delle carenze nell’informazione, ma anche – in compenso – apprezzamenti sulle opere e sulla ricchezza del patrimonio italiano.

