Tag: Musei

scatta e follow up

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@diconodioggi

Quanto pop c’è nella vostra vita? È la domanda che la Galleria Civica d’Arte Moderna – Gam di Torino sta rivolgendo in questi giorni al pubblico, invitando a mandare foto sui social (soprattutto Instagram e Twitter) con l’hashtag #Followthepop.

L’occasione è la mostra Opera prima (a cura di Danilo Eccher, fino al 25 gennaio 2015), dedicata all’artista pop americano Roy Lichtenstein (1923–1997), celebre per i suoi dipinti che simulano, in pittura, le tecniche di stampa dei fumetti e delle immagini pubblicitarie.

La mostra presenta disegni, grandi dipinti e foto dell’artista al lavoro, in cerca delle prime idee che hanno ispirato i capolavori di un maestro che ha saputo trasformare l’attualità in un linguaggio ironico e attraente.

Oltre alle attività con il pubblico in sede, Gam promuove una partecipazione diffusa: la domanda “Quanto pop c’è nella vostra vita?” invita a passare in rassegna gli scaffali, gli armadi, le pareti di casa, in cerca di cose che richiamino il concetto pervasivo di pop. Sportelli del frigo costellati di magneti con la faccia di Mao, riproduzioni di Warhol, souvenir, scatole di cibi in miniatura, scarpe e calzini a pois, e poi cataloghi di mostre, libri di plastica…

La pagina social del museo si è riempita, a ondate, di messaggi illustrati, con picchi nel fine settimana e il 27 ottobre, giorno della nascita di Lichtenstein.

#Followthepop collega mostra, museo e pubblico, coinvolgendo attivamente le persone: tutti siamo curiosi di vedere se la nostra foto compare, quanto rimane nella prima pagina, quanto è pop rispetto alle altre. Un esempio ben progettato di partecipazione, #Followthepop, che s’inserisce in un fenomeno inarrestabile di rinnovamento del rapporto dei musei col pubblico, non solo quello in sala, ma anche quello lontano e desideroso di partecipare.

Sul tema del rinnovamento, segnaliamo l’e-book Comunicare la cultura on line: una guida pratica per i musei, un vero e proprio manuale per la «progettazione di siti web, content management, social media e analisi dei risultati», in cui i singoli strumenti sono presentati secondo gli obiettivi che il museo si prefigge.

Autore dell’e-book è l’attivissimo gruppo #svegliamuseo, fondato nel 2013 con lo scopo di creare un effetto rete fra i musei italiani. Un effetto tanto più necessario, visto che i musei non sfuggono, ormai, neanche al giudizio su portali come TripAdvisor.

Non solo ristoranti e alberghi, infatti, ma anche siti archeologici, palazzi storici, gallerie sono valutati dagli utenti con stelline e giudizi. E se qualche dubbio circola sulla veridicità dei commenti sulle strutture recettive, quelli sui musei sono sinceri – spiega Nicolette Mandarano, l’autrice de Il marketing culturale nell’era del web 2.0. Come la comunità virtuale valuta i musei (Guaraldi editore). Incuriosita dalle migliaia di commenti lasciati dai turisti sui portali di recensione, Mandarano li ha analizzati e classificati in tabelle da cui i musei possono trarre indicazioni preziose.

Fra i commenti non si trovano mai stroncature a priori, solo descrizioni circostanziate dei punti critici della visita, delle carenze nell’informazione, ma anche – in compenso – apprezzamenti sulle opere e sulla ricchezza del patrimonio italiano.

Service Laboratory

writing

Gli editori hanno quasi dimenticato cos’è una “Redazione”; i giovani neppure sanno cos’è; i self-publishers la aborrono, anzi la temono. Eppure, la redazione è il cuore di una vera Casa editrice: molte abilità tecniche si sommano, nel redattore, a una cultura vasta; il gusto formale della pagina alla cura ortografica e soprattutto all’amore per una buona scrittura.

Un vero redattore “mette le mani” sul testo dell’autore anche più famoso; e l’autore anche più famoso sa di aver bisogno del suo apporto e del suo occhio critico.

Cosa fa una vera Redazione ?

Ecco solo qualche esempio

  •  la digitazione o la “scansione OCR” di testi dattiloscritti o vecchie edizioni:
  • la “pulizia formale” del testo (gli spazi prima della virgola, i corsivi, l’uniformità dei paragrafi ecc.);
  • la “correzione soft”, o editing leggero, quando il testo è già sostanzialmente buono, ma serve qualche ritocco formale;
  • il “deep editing”, quando il testo richiede una riorganizzazione anche strutturale, tagli , aggiunte, apparato note, indici (questo lavoro va sempre fatto guidando l’autore – coaching – e in stretta collaborazione con lui. Può richiedere mesi di lavoro comune);
  • la verifica del vostro PDF, nel caso abbiate impaginato voi stessi il vostro libro;
  • la “scrittura ex novo” di un testo su briefing o intervista : è un caso solo apparentemente estremo;
  • il lavoro di impaginazione grafica utilizzando programmi professionali come InDesign, Photoshop ecc. Questo lavoro può essere semplice (per i libri di solo testo corrente, come i romanzi), o estremamente complesso come nei libri illustrati, fotografici, per le scuole, testi con formule matematiche e tabelle ecc.
  • progettazione della copertina e stesura dei testi per quarte di copertina, bandelle , schede di presentazione per le librerie ecc.
  • la conversione validata nei vari formati digitali (PDF, ePUB, Mobi) perchè siano compatibili con qualsiasi device di destino
  • la cura dell’accessibilità dei vari eBooks, dei siti web, dei Learning objects prodotti anche da editori terzi (nella nostra redazione diffusa abbiamo i massimi esperti italiani di accessibilità)
  • la cura del posizionamento del libro sul mercato
  • l’ufficio stampa

Ma è anche il luogo dove si segue

  •  la traduzione in altre lingue affidata a esperti traduttori esterni
  • la progettazione 3D di installazioni dedicate alla presentazione di libri ed eventi su Second Life o Opensim (per esempio, l’installazione dedicata al Libro dei Sogni di Federico Fellini in Second Life)
  • la scansione OCR di testi antichi (anche in latino), in PDF ricercabile con testo nascosto sotto l’immagine facsimilare (per esempio, il De Re Militari)
  • il recupero digitale di libri rari e preziosi con riproduzione della copertina originale (per esempio, L’Anarchitetto)

Come si vede si tratta di un lavoro immane e costoso, apparentemente in rotta di collisione con le logiche “industriali” dei nuovi players distributivi e dei self-publishers – anche quelli più seri e ce ne sono – che per definizione tendono ad essere indifferenti ai contenuti. In questo scontro di interessi – fra esigenza di pubblicare e indifferenza della piattaforma distributiva – è solo la qualità del contenuto che si fracassa le ossa. A questa qualità, invece, noi non intendiamo rinunciare: per questo cerchiamo “soci”, non “clienti”.

Senza lavoro di redazione i libri nascono storpi e sgrammaticati, esteticamente repellenti, nemici di una buona lettura.

Ogni libro che ci viene affidato rappresenta un caso a sé e come tale va trattato. Con ogni autore si stabilisce un rapporto diretto, l’opposto dei Call Center.

Per ogni libro, un preventivo a misura del lavoro che è reso necessario e dei servizi che l’autore ci chiede (e che noi ci permetteremo di suggerirgli).

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