Month: novembre 2014 (page 1 of 2)

Se muore un editore, i politici tirano un sospiro di sollievo

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Internet stimola la diuresi. Nascosti dalla maschera del desktop (idiozia superficiale: ormai sappiamo che ogni nostro click è registrato e digerito, che ogni nostra mossa telematica è alla luce del sole di chi ci spia, siamo in un reality show permanente) diamo credito alle nostre più sfrenate lussurie.

Internet è l’antro dei frustrati. Il sito che riscuote più successo è YouPorn (finché tirerà ancora a qualcuno), la verità di un corpo addosso ci fa paura, il bunga bunga di Berlusconi fa l’effetto dei filmini con Edwige Fenech (che adesso ha 66 anni), roba anni Settanta, da vecchi, fa prurito ai matusa del giornalismo, per gli altri è, appunto, un film già visto e consumato. Per questo, nascosti dallo schermo, defechiamo stronzate.

I ragazzini passano ore tra facebook, twitter e messenger con una dilagante rapacità di dire, dire, dire, manco fossero il Presidente degli Stati Uniti. La loro vita si misura al ritmo dei ‘mi piace’ e di quanta materia scritta hanno accumulato a sera. Ed è una vita vuota, colmata, per frustrazione, da un affanno da poligrafi. Si riempiono tutti gli spazi per annientare il pensiero. Perché, cosa si scrivono questi ragazzini? Dove ci vediamo, cosa ti piace, che scemo è quello, che stupido quell’altro. Giudicano sulla base del loro stomaco.

Consumatori fatti e finiti. Per questo, c’è poco da stupirsi, poi, se gli ebook che funzionano sono libri come La conquista e Piacere proibito (scritto da una fantasmagorica Evie Hunter, una Eva cacciatrice, più esplicito di così…), Stringimi più che puoi perché (sottotitolo) “se è proibito c’è più piacere”. Una variabile perpetua alle Cinquanta sfumature di nulla. Eros a buon mercato per anoserrici di vita. Insulina per depressi. I dati sono due. Il primo è positivo: le parole, le storie, continuano ad avere la loro forza seduttiva. L’eros, insomma, è faccenda verbale più che corporale. Il corpo va di corpo, appunto, le parole sanno sedurre. Il secondo è meno positivo. Il mercato librario lasciato alla nostra sovrana libertà produce mostri.

Che si fa? Si fa che non si può continuare a considerare il libro una cosa qualsiasi. Non si vendono libri come ferri da stiro o frigoriferi. Il libro è il suo contenuto. Ma del contenuto, in un mercato librario corrotto e perverso come quello italiano, interessa a nessuno: le Cinquanta sfumature vinceranno sempre su Kafka o su Rilke. E anche se tutti dicono di sapere che le poesie di Rilke sono magnifiche, poi alla fine comprano le Cinquanta sfumature.

Perché? Perché il mercato si regge sull’infelicità e la frustrazione. Se leggi Rilke non compri più nulla. Se leggi un romanzetto pornografico (nel senso che è scritto da cani) ne compri un altro poi un altro poi un altro. Lussuria bibliofolle. Il mercato per alimentarsi non ha bisogno della perfezione, ma della corruzione. Allora? Bisogna rompere tutte le norme.

Come? Ci si deve mettere la politica. Incentivando gli editori che fanno libri assoluti. Gli altri li premia già il mercato fottuto. I cataloghi delle case editrici sono fondamentali tanto quanto i recessi degli Uffizi o la Biennale di Venezia. Ma i soldi vanno sempre agli altri. Se un editore muore, la politica tira un respiro di sollievo: un avversario in meno.

Davide Brullo

Arrivederci Maurizio Balena

Da miscredente professo qual’era, Maurizio Balena ha visto esaudita la sua preghiera: morire di un colpo mentre mangiava con gli amici.
Ora sono io a temere  la sua violenta e sacrosanta arringa contro i mangiaostie a tradimento come me, che sta concionando presso il Tribunale supremo.
Confido che il giusto Giudice vorrà usarmi, a tempo debito, quanto meno le attenuanti generiche di un’amicizia  che dura dall’adolescenza, quando scalavamo insieme il Maioletto in cerca del tesoro nascosto sotto le rovine  del castello distrutto dal Diavolo; e sulla via del ritorno al grido emulo di quello del signorotto malatestiano: “Satana ti sfido!”, arrivò all’improvviso un temporale che ci fece battere tutti i record di ritirata strategica in mezzo alle pecore al pascolo. O ancora quando – forzata la botola di ferro che stava dietro la fontanina a ridosso del bar  di fronte a Castel Sismondo (ma un tempo interna alle mura) tentammo l’esplorazione dei famosi sotterranei di fuga dei castellani  verso la collina di Covignano, muniti di torce e rotoli di spago per non perderci nelle diramazioni.
Anche  quella occasione si concluse con una fuga precipitosa!
Tutta la nostra vita è stata in qualche modo una fuga. Io prima verso,  poi da, un improbabile marxismo; lui da e verso un mercato antiquario internazionale sempre più borderline fra  spregiudicata competenza  e rischio di galera, in odio al fariseismo dei critici e dei mercanti d’arte, il suo famigerato anarchismo.
Il giusto Giudice sorriderà sotto i baffi (ammesso che abbia i baffi) scorrendo le sentenze dei suoi umani concorrenti. Senza
neppure buttare un occhio al pur bel libro di Pulini (che mi rammarico di non aver pubblicato io ) lo manderà assolto con formula piena.

Navigando fra i miei sogni frantumati

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Costretto a casa da un doloroso herpes zoster allo sciatico (S.Antonio mi punisce …) perdo tempo navigando fra i miei sogni frantumati:  Google Play e Amazon. Dai sogni alla realtà nuda e cruda, ecco i libri  promossi e più venduti  su Google:

101 barzellette

50 consigli sexy per lui e per lei

Amici di letto

Call me baby

Hotter Hot

Il ritorno del Principe

L’educazione di Angelica

Le fantasie di un Miliardario

Io ­+te: desideri di un miliardario

Cimiteri: fatti realmente accaduti

La morte è soltanto il principio

Selezione Harmony

Sua anima e corpo

Schiavazzami

Non dirmi un’altra bugia

Arde la notte

Le streghe di Salem

Le città della perversione

Il prezzo della passione

Passione pericolosa

E via di questo passo…

La famosa autrice Gina L. Maxwell (?) si definisce una drogata di romanzi rosa che non ha nessuna intenzione di “disintossicarsi”. Da ben 11 giorni nella top 100 di Amazon ci imbattiamo nella notissima Rhoma G., autrice di L’uragano dentro di me, titolo che lascia incerto il lettore: si tratterà di una dolorosa indagine sul meteorismo dell’autrice o dei suoi  sommovimenti vaginali?

Colpo di fulmine da Harrods, Fredda dentro e – udite udite – L’arpeggio del cuore sono i titoli che Amazon garantisce essere stati acquistati dagli stessi lettori del suddetto Uragano.  Ricordano un celeberrimo testo goliardico degli anni ’50 dedicato alle flatulenze in formato musicale: “Chi mi frena?”, “Una voce poco fa” , “Si leva un fil di fumo”…

Interessanti soprattutto le copertine di questi best-seller: coppie abbarbicate come l’edera, sguardi languidi,  trucidi, lubrichi; bocche socchiuse in gemiti inespressi di improbabili piaceri . Un kitch che sarebbe sublime se non fosse un deja-vu degli anni ’50, un revival dei celebri fotoromanzi  per servette, riapparsi in versione digitale, un deja-web.

Possibile che ciò che residua dei lettori ami questa paccottiglia melensa che si direbbe incapace di eccitare un recluso in crisi di astinenza forzata di piaceri erotici? Si direbbe proprio di sì, i numeri non mentono. Inutile meravigliarsi se “Il libro dei miei sogni” di Federico Fellini, in tre lingue, non è entrato nelle top ten, e neanche nella top hundred, e nemmeno nella top thousand… Ma chi vogliamo prendere in giro? Ha venduto sì e no 20 copie.

Che piaccia o no, questa è la realtà degli eBook appena un decennio dopo le patetiche battaglie libertarie di inizio secolo.

Mario Guaraldi

 

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